Il sistema della metropolitana di New York (MTA). Un’orgia di Helvetica. Standardizzato. Perfetto. Leggibile a 50 metri di distanza con luce al neon tremolante.
1960. Il manifesto per la fiera “Mustermesse” di Basilea. La parola “Mustermesse” in Helvetica Bold. Taglio netto. Zero fronzoli. Documentario Helvetica Ita
New York, metropolitana. Una segnaletica verde e bianca. Primo piano sulle lettere che compongono “42nd Street”. Poi una stazione ferroviaria tedesca: “Hauptbahnhof”. Poi un aeroporto giapponese: “Ueno”. Poi un negozio American Apparel (ormai chiuso, ma iconico). Poi una targhetta della NASA. Poi il logo della Fiat degli anni ‘90. Poi una banconota euro. Tutto lo stesso carattere. Il sistema della metropolitana di New York (MTA)
“All’inizio i tipografi italiani e francesi la odiavano. Dicevano: sembra un carattere da macchina da scrivere senza cuore. Ma i manager americani… loro impazzivano.” 3. ATTO SECONDO: LA CONQUISTA DEGLI STATI UNITI (1960-1980) (Durata: 20 minuti) Perfetto
Wolfgang Weingart, alla scuola di Basilea, comincia a storcere le lettere Helvetica con fotocopiatrici e pellicole. Nasce la “Swiss Punk”. Helvetica viene tagliata, sovrapposta, rovesciata.
“Nel 1957, l’agenzia di composizione Haas di Münchenstein (Basilea) incarica due giovani: Eduard Hoffmann (direttore) e Max Miedinger (ex commesso, disegnatore freelance). Vogliono un carattere neutro. Clarissimo. Senza nessuna personalità. Un paradosso.” Animazione 2D: Mostrare il processo. Miedinger parte dall’Akzidenz Grotesk. Allarga la ‘C’. Raddrizza la ‘G’ senza barra orizzontale. Aumenta l’altezza della ‘x’ (x-height). Le aste verticali diventano perfettamente orizzontali.
Con la generazione di immagini tramite AI, chiedi “cartello minimalista elegante” e ti esce Helvetica. Sempre. È diventato l’archetipo della “scritta seria”.